Solovki
Destinazioni di viaggio
Pellegrini alla ricerca di serenità, viaggiatori attratti da mete alternative e perfino mistici visitano ogni estate le isole Solovki, in passato luogo di terrore, oggi Mecca del turismo russo.

Sulla carta geografica, l’Arcipelago Solovki (chiamato anche Solovetsky) non sembra che una manciata di sassolini sparsi nel Mar Bianco a due passi dal Circolo Polare Artico. Sorprende, tuttavia, l’importanza del ruolo che le isole hanno sempre ricoperto nella cultura e nella storia sia russa che sovietica fin dal XV secolo quando, per la prima volta, vennero abitate da alcuni anacoreti. L’arcipelago divenne un importante centro spirituale, culturale ed economico del Nord della Russia, rimanendo tale per più di 500 anni. Nel XVIII secolo il monastero delle Solovki, divenuto ormai ricco, prese parte a operazioni di difesa della parte occidentale del Mar Bianco e, da allora, continuò a svolgere la funzione significativa di avamposto militare per circa 200 anni finché, nel XX secolo, venne chiuso dalle autorità.
Purtroppo l’arcipelago non perse la sua fama, ma la cambiò: se in passato era stato il rifugio per anime bisognose di conforto spirituale, ora era diventato luogo di stermino per quelle non gradite al regime. Nel 1922 proprio alle Solovki nacque il cosiddetto “Slon” (Lager speciale delle Solovki): dalla riproduzione dell’organizzazione di questo lager-campione si sviluppò e diffuse in tutta l’Urss il famoso sistema di campi di Gulag.
Ma gli anni più duri della storia di queste isole appartengono ormai al passato. Oggi sono tornate ad essere popolate dai monaci, e il famoso arcipelago è diventato una delle maggiori attrazioni turistiche della Russia. Il motivo di questo non risiede solo nella splendida natura del Nord di queste riserve, ma anche nella decisione dell'Unesco di inserire le isole nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità.